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Bitcoin: i peggiori crolli dal 2012 in un’infografica

Bitcoin: i peggiori crolli dal 2012 in un’infografica

Fonte: Zero Hedge

Rispetto ad alcuni dei crolli subiti da Bitcoin all’inizio della sua storia, la flessione di oltre il 60% della criptovaluta dall’inizio dell’anno si fa notare a malapena.

Come spiega Zero Hedge, nei nove anni di vita della moneta digitale, che ha contribuito al lancio della tecnologia Blockchain a livello globale, le perdite hanno oscillato nelle fasi di crisi da un minimo del 30% fino all’87%. Basti pensare al crollo della piattaforma Mt. Gox a febbraio del 2014, che ha segnato la fine della prima bolla speculativa del Bitcoin.

L’ultima correzione è avvenuta tra il 17 dicembre e il 6 febbraio, 48 giorni in cui il 70% del valore di Bitcoin è stato cancellato. Eppure, se si osserva il periodo compreso tra il 10 aprile 2013 e il 12 aprile 2013, la criptovaluta ha perso ben l’83% del proprio valore in soli tre giorni. Dopo tutto, i crash sono diventati relativamente comuni in tutto il settore, noto appunto per la propria repentina volatilità. È importante quindi guardare ai dati e ai fatti in tempi di turbolenza, piuttosto che affidarsi alle proprie emozioni.

Utilizzando il cross BitStamp Bitcoin-Dollaro Usa (BTC/USD), HowMuch ha misurato massimi e minimi dei precedenti crolli risalendo fino a gennaio 2012. Nel grafico di seguito, la freccia delinea l’entità del crash, mentre in basso sono riportati i giorni di correzione:

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Mentre le azioni statunitensi hanno perso di nuovo terreno venerdì, segnando il peggiore selloff di due settimane dal 2009, Bitcoin ha recuperato: la criptovaluta, intrinsecamente deflazionistica, risulta molto più attraente agli occhi degli investitori, spaventati, in questo momento, da una possibile risalita dei prezzi.

Da Zero Hedge



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