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Bond: l’anno del Cane potrebbe essere cruciale per la Cina

Bond: l’anno del Cane potrebbe essere cruciale per la Cina

Fonte: Advisor Perspectives

L’Anno del Cane non è forse noto per essere il più propizio, ma per il mercato obbligazionario cinese denominato in renminbi potrebbe rivelarsi cruciale secondo Hank Lynch di Loomis, Sayles & Co. L’esperto stima due probabili driver di aumento degli investimenti esteri in una fase in cui il governo continua a ridurre le barriere all’ingresso.

# 1. Alla ricerca di potenziali rendimenti

In un mondo caratterizzato da bassa crescita, gli investitori globali continuano a cercare rendimento. I titoli di Stato cinesi potrebbero essere una risposta, offrendo ritorni sia nominali che reali nel segmento attraente del range rispetto ad altri Paesi emergenti Investment grade in tutto il mondo. Allo stesso tempo, i rendimenti in valuta locale hanno una bassa correlazione rispetto ai titoli di Stato dei mercati sviluppati ed emergenti.

Da un punto di vista più ampio, i mercati obbligazionari registrano generalmente una performance positiva quando la crescita rallenta, come nel caso della Cina negli ultimi anni, in cui il governo tenta di frenare un’eccessiva capacità industriale improduttiva. I rischi sul debito sovrano sono in parte attenuati dall’ampio bacino di risparmio interno e dal surplus commerciale del Paese.

I titoli di Stato cinesi non sono certamente una proposta priva di rischi. Le aspirazioni del Paese di abbassare l’elevato debito in proporzione al PIL potrebbero rivelarsi difficili se la crescita del debito ed economica non dovessero andare nella direzione auspicata.

Come in molte economie emergenti, i rischi sono tanti e gli investitori dovrebbero essere consapevoli di una potenziale inversione del recente approccio sui controlli sui capitali se le autorità cinesi dovessero considerare destabilizzante e inaccettabile il rischio di deflussi all’estero.

# 2. Rischi legati al benchmark

L’altro driver significativo per gli investimenti esteri è legato alla imminente inclusione della Cina tra i principali indici del mercato obbligazionario. L’inclusione del Paese seguirà probabilmente un approccio graduale che potrebbe essere avviato alla fine del 2018. Una volta attuato, potremmo assistere a un aumento degli afflussi nel mercato obbligazionario di 250 miliardi di dollari secondo alcune stime.

I gestori attivi attenti al benchmark non potranno ignorare il peso degli indici e il potenziale impatto sulle performance. Alla Cina potrebbe essere assegnato un peso del 10% nel JP Morgan GBI-EM Global Diversified Index. Altri benchmark globali chiave come il Bloomberg Barclays Global Aggregate e il (LSE) Citi World Government Bond Index potrebbero assegnare al Paese un peso intorno al 5%, di gran lunga superiore a qualunque dei costituenti attuali dei mercati emergenti.

Il grafico di seguito mostra la variazione di performance dei principali benchmark e le prestazioni simulate nel caso in cui la Cina fosse inclusa nei termini previsti.

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Da Advisor Perspectives



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