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Catalogna verso il voto: “Madrid ci maltratta da anni”

Catalogna verso il voto: “Madrid ci maltratta da anni”

Fonte: Zero Hedge

A tre settimane dal referendum previsto il prossimo primo ottobre, che minaccia di gettare la Spagna nel caos, centinaia di migliaia di persone sono scese ieri in piazza in Catalogna per sostenere l’indipendenza della regione, scrive Tyler Durden su Zero Hedge.

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Fonte: Reuters

Secondo quanto riportato dal Financial Times, gli organizzatori hanno parlato di circa mezzo milione di persone iscritte alla marcia di Barcellona, a riprova della forza e dell’impegno delle forze pro-indipendenza.

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Fonte: Reuters

La polizia cittadina ha reso noto su Twitter che hanno partecipato ben un milione di persone, segnando uno dei tassi di affluenza più elevati degli ultimi anni. I manifestanti sperano che il voto abbia luogo, come previsto, il primo ottobre.

“Speriamo di poter tenere il referendum normalmente, perché in una democrazia è normale poter votare”, ha spiegato alla Reuters, German Freixas, ingegnere di 42 anni che si è recato con la sua famiglia alla manifestazione.

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Fonte: Reuters

Mike Shedlock ha recentemente sintetizzato su Mishtalk.com le ragioni del movimento indipendentista:

Riscossione tributaria – La Catalogna è il superstato industriale della Spagna e dà a Madrid molto più di ciò che riceve. La secessione costerebbe alla Spagna circa il 20% delle entrate fiscali.

Lingua – Il catalano non è un dialetto spagnolo, ma una vera lingua che si è sviluppata in modo indipendente dal latino volgare parlato dai romani che hanno colonizzato l’area di Tarragona. È parlato da 9 milioni di persone in Catalogna, a Valencia, nelle Isole Baleari, in Andorra e nella città di Alghero in Sardegna.

Dall’inizio degli anni ’80, l’imposizione di un sistema denominato “immersione”, che ha visto il catalano come unica lingua veicolare nelle scuole statali, ha garantito che tutti i cittadini istruiti degli ultimi 30 anni ne avessero padronanza. La presenza dello spagnolo nella vita quotidiana e nei media fa comunque sì che praticamente tutti i catalani siano perfettamente bilingui.

Storia – Dal 1150 al 1707 la Catalogna non ha fatto parte della Spagna. Numerosi re hanno tentato senza successo di sradicare la lingua catalana fino al 1931, quando hanno ripristinato il governo regionale.

Quanto al voto, il capo del governo regionale della Catalogna, Carles Puigdemont, ha spiegato ai giornalisti di escludere l’ipotesi di un blocco del referendum:

“Mancano 20 giorni e abbiamo già superato molti ostacoli”.

Il FT osserva che la procura spagnola ha già avviato un’azione legale contro i membri del parlamento catalano per abuso di potere e frode. Il governo centrale spagnolo ha scritto ai 947 sindaci della Catalogna per ricordare loro che è loro dovere giuridico impedire la votazione.

La maggioranza dei sindaci ha finora affermato che consentirà l’uso delle strutture comunali per il referendum.

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Fonte: Reuters

Miquel Pujadó, un artista di strada 57enne, spiega che l’indipendenza è il modo migliore per proteggere la cultura catalana e migliorare la vita dei suoi cittadini:

“Per me e per la maggior parte delle persone di qui, l’indipendenza è l’unico modo per far in modo che la nostra economia, la cultura e il linguaggio possano prosperare. La Spagna ha ripetutamente mostrato che non è interessata a queste cose”.

Carmen Rodríguez, un insegnante di 41 anni, ha aggiunto:

“La Spagna ci maltratta da anni e anni. È il momento di mostrare il nostro sostegno verso l’indipendenza, per poterci liberare dalla Spagna”.

Da Zero Hedge



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