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Equity: La volatilità è tornata; è tempo di maggiore qualità

Equity: La volatilità è tornata; è tempo di maggiore qualità

Fonte: Advisor Perspectives

I mercati si sono tranquillizzati nei giorni scorsi. Russ Koesterich di BlackRock avverte tuttavia che nonostante le azioni statunitensi siano riuscite a recuperare circa la metà delle ultime perdite subite, si riscontra un palpabile cambiamento dello scenario. I mercati non chiudono più ogni seduta ai massimi storici e il rendimento annualizzato dell’Indice S&P 500 non si avvicina più alle tre cifre.

Un’altra manifestazione di questo cambiamento di regime è la volatilità. L’indice VIX ha ritracciato dai massimi storici, ma quota 20 rappresenta comunque il doppio del minimo di gennaio.

In altre parole, gli investitori si aspettano una volatilità a breve termine doppia rispetto a un mese fa. Supponendo che il trend prosegua con picchi episodici di volatilità, gli investitori potrebbero valutare di incrementare i titoli azionari di qualità in portafoglio. Come si misura quindi esattamente la “qualità” di un titolo?

Cos’è la qualità?

Sebbene non esista una definizione unica, la qualità connota in genere una combinazione di alta redditività, basso rapporto debito/equity e costanza degli utili. Nel complesso, offre due potenziali vantaggi. Innanzitutto, la qualità ha storicamente prodotto un premio di rendimento, ovvero l’opportunità di sovraperformare un benchmark nel lungo termine. Dal 1990, l’indice di qualità MSCI ha battuto l’S&P 500 di circa lo 0,10% al mese in media:

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La qualità tende inoltre a performare meglio in condizioni di difficoltà del mercato e supera generalmente il momentum durante i momenti di turbolenza.

Il ridotto margine di sovraperformance nell’ultimo periodo è stato legato più che altro alla natura delle vendite. Gli investitori hanno fatto i conti, più che con un cambiamento dell’economia, con la volatilità a breve. In quanto tale, il sell-off è stato indiscriminato piuttosto che riflettere un cambiamento dei fondamentali del mercato.

Crescente volatilità

Nel lungo periodo, la qualità ha comunque dimostrato il proprio valore, soprattutto nei periodi caratterizzati da una crescente volatilità. Dal 1990, nei mesi in cui il VIX è salito di almeno il 20%, i titoli di qualità hanno battuto l’S&P 500 di circa 60 punti base in media e non per via di pochi mesi positivi. Quando la volatilità è aumentata drasticamente, la qualità ha sovraperformato il mercato nel suo complesso il 75% delle volte.

Lo svantaggio è che in condizioni di mercato più favorevoli, la qualità porta generalmente con sé approcci di investimento più aggressivi. Come discusso a ottobre, la qualità tende a sottoperformare il momentum quando i mercati sono calmi.

La conclusione di Koesterich: per gli investitori che prevedono una ripresa del rally di gennaio, un’inclinazione verso il momentum o il valore potrebbe essere più efficace per beneficiare del progresso. Per chi si aspetta uno scenario meno calmo, la scelta della qualità può aiutare a diversificarsi dal primo approccio.

Da Advisor Perspectives



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