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Fondo Atlante: le dimensioni contano, 5 mld euro non sono sufficienti

Fondo Atlante: le dimensioni contano, 5 mld euro non sono sufficienti

Ieri l’Italia ha annunciato la creazione del fondo Atlante nel tentativo di alleviare le preoccupazioni degli investitori sulla stabilità del sistema bancario italiano, che conta sofferenze pari a circa 360 miliardi di euro. L’operazione è stata ben accolta dai titoli bancari nella seduta di ieri portandoli a registrare grandi guadagni.

Il nome mitologico del fondo da 5 mld euro appare, secondo Tyler Durden di Zero Hedge, quanto più appropriato, dal momento che l’idea di poter risolvere il problema con un accantonamento dell’1,5% sembra per lo più una chimera.

I 5 miliardi di euro, spiega Durden, sono infatti appena sufficienti a coprire i prestiti già classificati come deteriorati, figurarsi a compensare le esposizioni scadute, ristrutturate e gli incagli.

Fonte: Thomson Reuters

Zero Hedge riporta la ripartizione dei crediti deteriorati per banca a partire dal 2014. UniCredit – una delle principali fonti di finanziamento – si colloca in testa con oltre 80 miliardi di euro di non performing loan.

Fonte: S&P Capital IQ

Dopo la notizia di domenica che è stato imposto un haircut del 54% ai creditori della bad bank austriaca Heta Asset Resolution AG, il primo bail-in secondo le nuove regole europee, Durden si chiede se lo stesso trattamento spetterà presto anche ai creditori italiani.

Certamente la creazione del fondo Atlante rappresenta un passo nella giusta direzione, ma non può essere sufficiente a rassicurare gli investitori sul fatto che le difficoltà del settore bancario italiano siano ormai alle spalle.

Fonte: zerohedge.com



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