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La reazione alla Brexit è la stessa ragione per cui ha vinto

La reazione alla Brexit è la stessa ragione per cui ha vinto

La libertà di sbagliare è di per sé una componente essenziale della libertà.

In linea generale, le persone non amano essere salvate da se stesse, spiega Matt Taibbi su RollingStone.com, e se si pensa che privarle del loro diritto di sbagliare abbia senso, probabilmente non c’è mai stato alcun rispetto per le loro facoltà decisionali.

Si tratta di elementi da considerare dopo che i cittadini britannici hanno votato per l’uscita dall’Unione europea con un margine ristretto di preferenze.

Si è detto che il voto è stato dettato dalle stesse passioni razziste che stanno alimentando la campagna di Donald Trump. Diversi commentatori hanno lasciato intendere che la democrazia ha commesso un errore e che il voto dovrebbe essere annullato, per il bene dei cittadini britannici:

 

“Questa non è democrazia, è una roulette russa per le nazioni. È stata presa una decisione dalle enormi conseguenze… senza controlli ed equilibri adeguati”.

“Sin dai tempi antichi, i filosofi hanno cercato di escogitare sistemi per cercare di riequilibrare le forze di maggioranza rispetto alla necessità di garantire che le parti informate abbiano un maggiore peso nelle decisioni critiche”.

“Le élite contano in una democrazia perché sono l’ingrediente essenziale per salvare la democrazia da se stessa”.

 

Per Taibbi, quest’ultimo commento equivale a dire che gli elettori sono l’ingrediente fondamentale per salvare le élite da se stesse.

Il messaggio generale in ogni caso è lo stesso: dobbiamo avere il controllo della situazione.

Il concetto della “troppa democrazia” è stato utilizzato in più occasioni, riservato dapprima ai popoli stranieri e poi agli elettori “meno istruiti”.

La democrazia sembra essere stata così spogliata e corrotta in America che una generazione è cresciuta senza alcuna fiducia nei suoi principi.

Ciò che preoccupa maggiormente delle reazioni sulla Brexit e sull’ascesa di Trump è il modo in cui questi episodi sono stati utilizzati per rivendicare delle eccezioni alla regola democratica. Sono state definite minacce di una tale portata da giustificare l’abrogazione del processo democratico per combatterle.

L’interpretazione che Taibbi dà della democrazia è che dovremmo muoverci verso di essa, non allontanarcene in un momento di crisi. Il che non significa essere contrari alla tortura finché non si ha un impeto di rabbia o avere fiducia nel voto fino a quando il risultato non ci infastidisce.

Se qualcuno pensa che ci sia in qualche occasione “troppo democrazia”, ​​significa che probabilmente non ha mai creduto in essa per primo. Anche gli elettori “poco istruiti” possono rendersene conto, conclude Taibbi.

Fonte: zerohedge.com

 



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