La view dei gestori di Sofia

Fonte: Ufficio Studi Sofia

GRAFICO DELLA SETTIMANA: Cambio euro-dollaro a 5 Anni

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Fonte: Bloomberg

UN ANNO DI FTSEMIB

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Fonte: Bloomberg

“La scorsa settimana l’attenzione si è concentrata sul meeting della BCE: Mario Draghi era chiamato al difficile compito di raffreddare il sentiment sull’euro in una fase caratterizzata da ottimi dati macro e dopo le dichiarazioni del Segretario del Tesoro US sull’utilità di un dollaro debole”, commenta Paolo Marongiu.

“Nessuno si attendeva news particolari da questo meeting, per il momento la BCE continua ad acquistare Bond per un ammontare di 30 miliardi mensili fino a settembre, tenendo aperta ovviamente la possibilità di andare oltre se fosse necessario.

“Fari puntati sul cambio euro-dollaro, tema scottante ma rispetto al quale era difficile che Draghi potesse fare o dire alcunché di aggiuntivo in questo momento: la volatilità del tasso di cambio è una fonte di incertezza primaria e in quanto tale continuerà ad essere attentamente monitorata.

“A proposito del dollaro, Trump in un’intervista a CNBC ha smentito le dichiarazioni di Mnuchin (il quale aveva sostenuto che un dollaro debole favorisce il commercio) ma a questo punto è davvero difficile decidere a chi credere.

“L’attenzione si è rivolta inoltre all’intervento ufficiale di Trump al World Economic Forum, dopo che negli ultimi giorni sono riemerse forti tensioni commerciali e valutarie, con fulcro nella linea economica internazionale adottata dagli Stati Uniti.

“In almeno due scenari su tre potrebbe aprirsi una fase di maggiore volatilità sui mercati: ci riferiamo sia a un approccio aggressivo da parte di Trump (imposizione di dazi immediata) che a un approccio più graduale (dichiarazioni decise, volte ad aprire trattative, che saranno però lunghe e in taluni casi logoranti). Difficile pensare che su alluminio e acciaio il Presidente eviti del tutto di affrontare l’argomento in primavera: se si asterrà è chiaro che i mercati potrebbero continuare a galleggiare nella loro bolla, ma se il tema dei dazi e del protezionismo dovesse invece affiorare ecco che per le Borse – specie ora che sono su valutazioni così care – potrebbero nascere complicazioni e il Premio al Rischio potrebbe risultare insufficiente.

“Nel frattempo la situazione macro rimane forte: il momentum dell’economia europea rimane solido, la domanda rimane forte, ancora supportata dalle politiche monetarie. La scorsa settimana IFO e ZEW hanno ancora una volta testimoniato uno stato di salute eccellente, è lecito aspettarsi una crescita abbondante degli EPS europei nei mesi a venire”, conclude il gestore.



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