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Mercati emergenti: affiorano i primi segnali di debolezza

Mercati emergenti: affiorano i primi segnali di debolezza

Fonte: Zero Hedge

Considerato che Goldman Sachs pubblica almeno uno o due report settimanali che invitano i propri clienti a continuare a investire nelle attività dei mercati emergenti, che siano azioni, obbligazioni o valute, non sorprende che i restino i migliori performer del 2017, in rialzo di 10 punti percentuali rispetto ai mercati sviluppati, sottolinea Zero Hedge.

Eppure, come avverte Andrew Lapthorne di Société Générale, iniziano ad affiorare alcuni segnali di debolezza. La prima indicazione arriva dall’indice MSCI EM, che ha perso 50 punti base la settimana scorsa, dopo essere calato di oltre il 3% nei sette giorni precedenti interrompendo il trend rialzista del 2107.

L’indice di forza relativa a 14 settimane dell’S&P 500 è invece sopra quota 81, ai massimi dal 1995.

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Fonte: Zero Hedge

Qual è la correlazione tra i rendimenti dei ME e dei mercati sviluppati? Non è certo un segreto che, nel 2017, a trainare la performance dei primi sia stata la debolezza del dollaro USA. Andrew Lapthrone spiega che per rendersene conto basta confrontare un indice dei MS equiponderato in valuta locale rispetto a un analogo indice ME. La differenza tra i due indici equal-weighted è poca ed evidenzia la recente debolezza dei mercati emergenti.

Ma qual è il catalizzatore di questo selloff? Come ha evidenziato Puneet Singh di SocGen negli ultimi giorni, gran parte della debolezza è scaturita dalle vendite diffuse delle società con bilanci peggiori.

La performance di questi titoli di qualità generalmente inferiore è stata solida per gran parte di quest’anno, fino a raggiungere +30% (a fronte della debolezza registrata negli Stati Uniti), ma ora hanno lasciato sul campo l’8% in un mese.

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La conclusione di Lapthorne: “Non si tratta ancora di un disastro, ma con i problemi legati al bilancio è certamente un aspetto da monitorare, dal momento che il rafforzamento del dollaro e le problematiche legate al debito dei mercati emergenti vanno spesso di pari passo”.

Da Zero Hedge

 



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