NAFTA: risultati e insuccessi dal 1994

Fonte: Zero Hedge

Il primo gennaio del 1994, è entrato ufficialmente in vigore l’accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA) che ha eliminato praticamente tutte le tariffe e restrizioni commerciali tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Come ricorda ai lettori Jeff Desjardins di Visual Capitalist, Bill Clinton ha sottolineato allora che l’intesa avrebbe incoraggiato altre nazioni a lavorare a un patto commerciale mondiale su vasta scala: “NAFTA significa posti di lavoro. Posti di lavoro americani e posti di lavoro americani ben retribuiti. Se non ci credessi non avrei sostenuto questo accordo”.

Di diverso avviso era l’imprenditore e politico statunitense, Ross Perot, secondo cui in caso di ratifica, l’occupazione si sarebbe spostata al confine con il Messico.

A distanza di 20 anni, e il NAFTA è ancora un tema caldo. Il presidente americano Donald Trump ha riferito di stare lavorando alla “rinegoziazione” dell’accordo e molti americani condividono questa decisione.

Tuttavia, giungere a una conclusione sul successo o fallimento del NAFTA non è facile. Nel giro di due decenni, il panorama economico e politico è cambiato. La Cina è cresciuta e ha creato un surplus di manodopera a basso costo, la tecnologia è mutata profondamente e le banche centrali hanno mantenuto aperti i rubinetti del QE e dei tassi di interesse ultra-bassi. Capire quali risultati siano stati la causa diretta del NAFTA, e cosa semplicemente di un mondo in rapida evoluzione, è arduo.

Nell’infografica riportata di seguito, Visual Capitalist riporta una serie di parametri su Stati Uniti, Canada e Messico sul “prima” e “dopo” NAFTA. Il risultato è contrastante, ma se non altro fornisce un quadro sulla condotta di tali nazioni da quando è entrato in vigore l’accordo nel 1994.

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Fonte: Visual Capitalist

Guardando al lato positivo, il NAFTA ha creato la più grande area di libero scambio al mondo di 450 milioni di persone, in cui gli scambi tra i tre Paesi membri sono quadruplicati da 297 miliardi di dollari a 1,14 trilioni nel periodo 1993-2015.

L’accordo ha inoltre avuto probabilmente l’effetto di ridurre i prezzi per i consumatori, in particolare dei prodotti alimentari, delle automobili, dell’abbigliamento e dell’elettronica. Il NAFTA ha ridotto la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio dell’OPEC dal 59% al 44%. Attualmente è il Canada la prima fonte di approvvigionamento degli Usa.

Il NAFTA ha anche inequivocabilmente prodotto uno spostamento dell’occupazione nel settore automobilistico. La quantità di vetture prodotte in Nord America è aumentata da 12,5 milioni nel 1990 a 18,1 milioni di euro lo scorso anno, ma la quota di produzione si è spostata.

Il Messico produce ora il 20% di tutti i veicoli in Nord America e la fetta di mercato di Usa e Canada è quindi diminuita nel corso degli anni. Il risultato finale è la cancellazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro sia in Michigan che nell’Ontario, in Canada.

Confrontando infine agli indicatori macroeconomici del periodo1980-1993 (“Pre-NAFTA”) con quelli del 1994-2016 (“Post-NAFTA”), Visual Capitalist mostra in particolare cosa è cambiato per gli Usa:

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Da Zero Hedge



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