Oro: le 10 nazioni con le maggiori riserve

A partire dal 2010, le banche centrali sono passate dal vendere all’acquistare oro. Lo scorso anno gli istituti hanno acquistato 483 tonnellate, trainati da Russia e Cina, spiega Frank Holmes di U.S. Global Investors. Secondo i dati riportati dal World Gold Council (WGC), la seconda metà del 2015 ha visto gli acquisti più massicci.

 

 

Non tutti gli istituti centrali acquistano oro in modo massiccio. La Banca del Canada ha liquidato quasi tutte le proprie riserve e anche il Venezuela ha in programma di vendere tutto per rimborsare i debiti in scadenza.

Nel maggior parte dei casi, spiega Holmes, le banche centrali stanno accumulando, mantenendo o riportando in patria il metallo prezioso. Secondo i dati del WGC, le riserve aurifere degli istituti centrali si attestano attualmente a 32.754 tonnellate, pari a circa il 17,8% dell’oro totale mai estratto.

Vale la pena notare che questa corsa agli acquisti di oro globale coincide con l’aumento delle politiche monetarie non convenzionali seguite alla crisi finanziaria: programmi massicci di acquisto-bond, ZIRP e NIRP. Per il momento non è dato sapere se tali misure avranno successo, ma quel che è certo è che le banche sembrano volersi difendere dalle loro stesse politiche.

Gli investitori farebbero bene a fare lo stesso. La fiducia nella capacità delle banche centrali di arginare un ulteriore deterioramento dell’economia si affievolisce ogni giorno di più.

Holmes riporta i 10 Paesi con le maggiori riserve auree, a cominciare dall’India.

10. India

Tonnellate: 557,7

Percentuale di riserve in valuta estera: 6,3%

Non sorprende che la Bank of India abbia una delle più grandi riserve di oro del mondo. Il Paese dell’Asia meridionale, che conta 1,25 miliardi di abitanti, è il primo o secondo maggiore consumatore del metallo prezioso e uno dei driver più affidabili della domanda globale.

9. Olanda

Tonnellate: 612,5

Percentuale di riserve in valuta estera: 61,2%

La Banca centrale olandese è attualmente alla ricerca di un luogo adatto per conservare le sue riserve auree. Si tratta di un elemento di sorpresa visto che la banca ha recentemente rimpatriato una grande quantità di oro dagli Stati Uniti.

8. Giappone

Tonnellate: 765,2

Percentuale di riserve in valuta estera: 2,4%

Il Giappone, la terza economia del mondo, si colloca all’ottavo posto tra i Paesi con maggiori riserve d’oro. La Bank of Japan è stata tra i sostenitori più convinti del QE (a gennaio ha abbassato i tassi di interesse al di sotto zero), che ha contribuito a far crescere la domanda di oro in tutto il mondo.

7. Svizzera

Tonnellate: 1.040

Percentuale di riserve in valuta estera: 6,7%

La Svizzera si colloca al settimo posto, ma in realtà conta le maggiori riserve mondiali di oro pro capite. Durante la seconda guerra mondiale, il Paese, essendo neutrale, è diventato il fulcro del commercio di oro in Europa, effettuando transazioni sia con gli Alleati che con le potenze dell’Asse. Oggi, gran parte degli scambi avvengono con Hong Kong e la Cina. Lo scorso trimestre, la Banca nazionale svizzera ha registrato un profitto di 5,9 miliardi di dollari, legato in gran parte alle sue significative riserve auree.

6. Russia

Tonnellate: 1.460,4

Percentuale di riserve in valuta estera: 15%

La Russia ha ricostruito le sue riserve d’oro negli ultimi anni. Nel 2015 è stata il principale acquirente con 206 tonnellate, nel quadro del piano volto a diversificarsi dal dollaro americano, in seguito al peggioramento dei rapporti con l’Occidente con l’annessione della Crimea a metà del 2014. Per finanziare gli ingenti acquisti aurei, la Russia ha venduto una percentuale significativa dei titoli del Tesoro Usa detenuti.

5. Cina

Tonnellate: 1.797,5

Percentuale di riserve in valuta estera: 2,2%

Nell’estate del 2015, la PBoC ha iniziato a rendere nota la sua attività di acquisto di oro su base mensile. A dicembre, lo yuan è diventato una delle valute di riserva del Fondo monetario internazionale, rendendo necessario un aumento delle riserve auree.

4. Francia

Tonnellate: 2.435,7

Percentuale di riserve in valuta estera: 62,9%

La banca centrale francese non ha venduto molto oro negli ultimi anni e le è stato chiesto anche di sospendere le vendite. Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Front National, ha chiesto non solo di bloccare la vendita di oro da parte della Francia, ma anche di rimpatriare le riserve tenute all’estero.

3. Italia

Tonnellate: 2.451,8

Percentuale di riserve in valuta estera: 68%

L’Italia ha mantenuto pressoché invariate le dimensioni delle riserve nel corso degli anni e gode del sostegno del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. L’ex governatore della Banca d’Italia, alla domanda sul ruolo dell’oro nel portafoglio delle banche centrali, ha risposto nel 2013 che il metallo prezioso è “una riserva di sicurezza”, che protegge dalle fluttuazioni rispetto al dollaro.

2. Germania

Tonnellate: 3.381

Percentuale di riserve in valuta estera: 68,9%

Come l’Olanda, la Germania è in procinto di rimpatriare l’oro che si trova all’estero, tra cui le riserve a New York e Parigi. L’anno scorso, la Bundesbank ha riportato 210 tonnellate nel Paese e punta a farne rientrare 3.381 entro il 2020.

1. Stati Uniti

Tonnellate: 8.133,5

Percentuale di riserve in valuta estera: 74,9%

Gli Stati Uniti si collocano al primo posto con riserve pari a quelle detenute complessivamente dai tre Paesi che seguono in classifica. Anche la percentuale di riserve in valuta estera è tra le più alte al mondo, risultando secondi solo al Tagikistan (88%). Donald Trump ha fatto recentemente scalpore con la dichiarazione: “non abbiamo l’oro”. Da quello che sappiamo, scrive Holmes, la maggior parte dell’oro statunitense si trova a Fort Knox in Kentucky e il resto a Philadelphia Mint, Denver Mint, San Francisco Assay Office e al West Point Bullion Depository.

Fonte: advisorsperspectives.com



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