Petrolio: Europa continua ad acquistare dall’Iran

Fonte: Zero Hedge

Dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare iraniano, i clienti europei di Teheran continuano ad acquistare petrolio. Come spiega Tsvetana Paraskova su OilPrice.com, alcuni raffinatori e commercianti hanno tuttavia segnalato che i problemi di finanziamento potrebbero mettere fine agli scambi di greggio con l’Iran.

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Gli Stati Uniti si apprestano a colpire le vendite di greggio dell’Iran e le sanzioni precedentemente revocate nel quadro dell’intesa saranno ripristinate dopo un periodo di 180 giorni.

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Gli acquirenti europei non si sono quindi ancora mossi per sostituire le forniture iraniane dal momento che le sanzioni Usa dovrebbero scattare solo a novembre.

“In questo momento, la nostra attività è come al solito”, ha spiegato alla Reuters, Marta Llorente, portavoce della compagnia petrolifera spagnola Cepsa, uno dei clienti di Teheran in Europa. Anche l’Italia continua ad acquistare petrolio iraniano attraverso Eni: 2 milioni di barili di petrolio al mese nell’ambito di un accordo che scadrà alla fine dell’anno.

“Non stiamo facendo nulla”, ha precisato il responsabile commerciale di un altro cliente europeo dell’Iran. “Aspettiamo e vediamo. Se siamo costretti a ridurre, lo faremo. Il greggio iraniano non è l’unico”, ha risposto il manager alla Reuters.

Secondo alcune fonti intervistate dall’agenzia di stampa “sembra possibile andare avanti per sei mesi”, ma saranno le banche a determinare se i clienti iraniani in Europa possono acquistare petrolio, e anche se gli Stati Uniti concederanno deroghe ai Paesi europei, dovranno ridurre i volumi nel periodo successivo.

Al di fuori dell’Europa, uno dei maggiori clienti iraniani – la Cina – ha già rassicurato Teheran che continuerà a importare il suo greggio.

L’approccio attendista dell’Europa, dovuto principalmente al finanziamento degli scambi, alimenta la convinzione dell’Iran che le esportazioni di petrolio non risentiranno del ripristino delle sanzioni.

Da Zero Hedge



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