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Trump, dazi e commercio: tre spunti per gli investitori

Trump, dazi e commercio: tre spunti per gli investitori

Fonte: Advisor Perspectives

Come anticipato da Pimco a gennaio, l’amministrazione Trump ha messa la politica commerciale al centro di questo anno in cui si terranno le elezioni di metà mandato.

Il Presidente degli Stati Uniti critica aspramente la politica commerciale del Paese e il crescente deficit commerciale dagli anni ’90 e ha invitato più volte la politica a promuovere un commercio più equo e più “reciproco”.

Sebbene l’attenzione si sia concentrata soprattutto sull’offensiva su pannelli solari e lavatrici e sui nuovi dazi su alluminio e acciaio, Libby Cantrill e Tiffany Wilding di Pimco sono convinte che le azioni commerciali di maggiore impatto economico e di mercato debbano ancora arrivare.

Tre spunti per gli investitori

Secondo gli esperti, gli investitori dovrebbero tenere a mente tre punti fondamentali nel valutare le ultime mosse commerciali statunitensi.

1. Sebbene gli effetti diretti delle nuove misure sull’economia degli Stati Uniti siano probabilmente limitati, i dazi creano vincitori e vinti e, in caso di ritorsioni, potrebbero avere implicazioni ben più ampie per la crescita del Paese e le principali relazioni commerciali.

L’entità dell’impatto varierà in base al settore e alla regione, ma più in generale, i comparti che trattano metalli sono influenzati negativamente da prezzi di input più elevati e costituiscono una fetta più ampia dell’economia statunitense rispetto alle industrie protette.

2. Nonostante l’apparente sorpresa di molti operatori di mercato di fronte alle ultime mosse di Trump, le misure non sono giunte senza preavviso. Ad aprile 2017, il Dipartimento del Commercio ha avviato autonomamente delle indagini su acciaio e alluminio e a maggio, le società attive nei settori dei pannelli solari e delle lavatrici hanno presentato una petizione al DoC affinché esaminasse le presunte pratiche sleali dei partner commerciali.

3. Gli sviluppi commerciali che potrebbero avere l’impatto più significativo – in particolare i risultati dell’inchiesta della Sezione 301 sulla Cina – devono ancora materializzarsi.

La sezione 301 del Trade Act del 1974 è un’area del diritto commerciale raramente utilizzata che attribuisce al presidente ampia libertà di imporre tariffe e altre misure contro presunte pratiche commerciali sleali.

Secondo Pimco, il singolare focus sulla Cina (al contrario di altre azioni recenti, che sono state più trasversali) e l’ampia portata dell’indagine sul furto di proprietà intellettuale e sul trasferimento tecnologico forzato potrebbero amplificarne l’impatto.

Nonostante l’amministrazione abbia tempo fino ad agosto 2018 per prendere una decisione, Trump potrebbe pronunciarsi molto prima. A seconda dei risultati dell’indagine, il presidente potrebbe imporre dazi su vasta scala, potenzialmente anche sull’elettronica di consumo, e ridimensionare gli investimenti cinesi negli Stati Uniti.

La riposta della Cina a tali misure dovrebbe essere relativamente contenuta secondo gli esperti, ma le tensioni commerciali potrebbero aumentare a seconda delle dimensioni e della portata della stretta.

Da Advisor Perspectives

 



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