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UFFICIO STUDI Sofia – Fed: niente sorprese da Yellen, focus sulle banche

UFFICIO STUDI Sofia – Fed: niente sorprese da Yellen, focus sulle banche

L’attenzione dei mercati si concentra ancora una volta sul presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, che interviene oggi dinanzi alla commissione bancaria del Senato dopo l’audizione alla commissione finanza della Camera di ieri.

Gli investitori hanno accolto con favore le parole da “colomba” dell’ultimo intervento, in particolare l’affermazione che “non sarà necessario un forte aumento dei tassi d’interesse nei prossimi due anni per raggiungere una politica monetaria neutrale, dal momento che sono attualmente già abbastanza bassi rispetto agli standard storici”, facendo salire Wall Street sui massimi e diffondendo ottimismo anche tra le piazze europee.

Oggi invece i listini statunitensi hanno dato avvio alle contrattazioni prudentemente poco sopra la parità, nel timore di sviluppi inattesi in Campidoglio o più semplicemente trattenendo il fiato in attesa dell’avvio della stagione delle trimestrali bancarie negli Usa previsto domani.

Le parole di apertura del discorso in Senato non si sono discostate dall’intervento di ieri e il presidente della Federal Reserve ha ripreso vari concetti espressi in precedenza, dalla gradualità del rialzo dei tassi e della riduzione del bilancio dell’istituto al rafforzamento del mercato del lavoro, dall’incertezza sul fronte fiscale ai rischi legati all’inflazione.

Spicca una piccola rettifica su un’affermazione di fine giugno ritenuta, se non infondata, quantomeno incauta. Il numero uno della Fed aveva spiegato che le normative successive alla crisi hanno reso le istituzioni finanziarie molto più sicure e solide, pertanto si sentiva di escludere una crisi finanziaria “nell’arco della nostra vita”.

Alcuni hanno accostato questa dichiarazione alla sfortunata previsione del premier britannico Neville Chamberlain di “pace nella nostra era” nel 1938, oltre che alla stima audace di Ben Bernanke che nel 2014 aveva assicurato che “i tassi non sarebbero stati normalizzati nell’arco della sua vita”.

Yellen ha ribadito questo pomeriggio che gli Stati Uniti “hanno fatto molto dopo la crisi per rafforzare il sistema finanziario” ma ha precisato che “non si potrà mai essere certi che non ci sarà un’altra crisi”.

A questo proposito, il presidente dell’istituto centrale ha sottolineato l’importanza che le banche continuino ad attenersi a standard rigidi, ma ha aperto alla possibilità di rivedere la Volker Rule, la norma che limita l’attività speculativa degli istituti di credito.

Domani l’attenzione si rivolgerà proprio alle banche Usa, con i conti del secondo trimestre di JP Morgan, Wells Fargo e Citigroup attesi prima della campanella di apertura di Wall Street.

Silvia De Prisco, Ufficio Studi Sofia



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