Usa: bene payroll mentre i salari deludono

Fonte: Zero Hedge

Secondo i dati riportati dal Bureau of Labor Statistics, l’occupazione statunitense nei settori non agricoli è salita di 313.000 unità nel mese di febbraio, contro le attese di +205.000, segnando il maggiore aumento mensile da ottobre 2015, scrive Zero Hedge.

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Fonte grafci: Zero Hedge

Sono stati rivisti al rialzo i numeri di dicembre da +160,000 a +175,000 e di gennaio da +200,000 a +239,000. La crescita occupazionale nei due mesi risulta quindi superiore di 54.000 unità rispetto a quanto riportato in precedenza.

Il tasso di disoccupazione non scende invece al 4,0% come previsto, ma resta invariato al 4,1%.

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Come anticipato da Goldman Sachs, il tasso di disoccupazione della popolazione statunitense nera ha visto un netto calo tornando al 6,9%, ma tale flessione non è stata sufficiente a spingere al ribasso il tasso di disoccupazione totale.

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La disoccupazione è rimasta invariata sostanzialmente perché il tasso di partecipazione è aumentato in modo significativo, passando dal 62,7% al 63,0%, ai massimi da settembre.

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Meno bene invece il dato sui salari orari, saliti solo del 2,6% il mese scorso rispetto al 2,8% previsto, a conferma che che il picco salariale di febbraio non sarebbe durato a lungo.

La ragione è legata in gran parte all’aumento delle ore settimanali lavorate a 34,5 dal 34,4 del mese scorso, principale artefice dei rialzi dei guadagni orari medi a febbraio.

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“I payroll fortemente sopra le attese e i deludenti dati sui salari orari medi rappresentano una grande notizia per le azioni (manodopera a basso costo) mentre non influisce molto su obbligazioni e dollaro”, ha commentato Paul Dobson di Bloomberg.

Per Citi si tratta di uno scenario favorevole: “L’economia non è così calda da portare a un’inflazione elevata, ma non così fredda da causare problemi di recessione”.

Da Zero Hedge



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