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Usa: solo lo 0,04% dei contribuenti dichiara guadagni legati a Bitcoin

Usa: solo lo 0,04% dei contribuenti dichiara guadagni legati a Bitcoin

Fonte: Zero Hedge

Il termine ultimo per effettuare la dichiarazione dei redditi negli Stati Uniti è ormai alle porte e tutti quegli investitori che sono stati fortemente attivi nel settore delle criptovalute dovrebbero avere molto da segnalare al fisco americano.

Eppure, scrive Zero Hedge, secondo un sondaggio condotto da Credit Karma, sono davvero pochi i contribuenti ad aver riportato partecipazioni di Bitcoin o qualche altra moneta virtuale: meno di 100 su un totale di 250.000, per un totale dello 0,04%.

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Con ogni probabilità, questo significa che (decine di) migliaia di trader di Bitcoin si rifiutano di pagare l’IRS, puntando sull’anonimato garantito dalla Blockchain per nascondere la propria identità, o forse in alcuni casi non hanno semplicemente i soldi per pagare dopo le forte perdite subite negli ultimi mesi.

“A naso, direi che probabilmente si dichiara molto di meno”, ha evidenziato Elizabeth Crouse, partner dello studio legale K&L Gates a Seattle. “La maggior parte delle persone nel settore delle criptovalute tende ad avere una tolleranza al rischio piuttosto alta”.

Bitcoin ha appena registrato la settimana migliore da quattro mesi in seguito all’allentamento delle pressioni al ribasso coincise con la stagione fiscale Usa. Tom Lee di Fundstrat e altri analisti avevano previsto “un massiccio deflusso” dalle criptovalute prima del Tax Day e il possibile rimbalzo di Bitcoin da domani.

La scorsa settimana, Lee ha osservato che, dal momento che le tasse stimate sugli asset delle famiglie statunitensi nel settore ammontano a circa 25 miliardi di dollari, e che anche gli scambi saranno soggetti a imposte, le criptovalute avrebbero potuto essere vendute per saldare i conti con il governo: “Le stime indicano che ogni deflusso di un dollaro equivale un impatto di 20-25 dollari sul valore del mercato delle criptovalute”.

Anche se i dati presi in esame dal sondaggio fanno riferimento soltanto alla piattaforma Credit Karma, lanciano segnali preoccupanti: il sell-off potrebbe non essere finito o forse essere solo all’inizio in uno scenario di possibile stretta del fisco Usa sui contribuenti che non hanno dichiarato i redditi realmente percepiti.

Da Zero Hedge



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