Valute: focus sul dollaro nel 2018

Fonte: Zero Hedge

Dopo aver sorpreso al ribasso nel 2017, la variazione del valore relativo del dollaro sarà al centro dell’attenzione quest’anno, sottolinea Craig Hemke di Sprott Money.

Si parla di “variazione del valore relativo” perché, ovviamente, l’andamento del biglietto verde è misurato dall’andamento dello US Dollar Index e quindi dal confronto con le altre principali valute legali.

Quando “il dollaro cala” significa chiaramente che si sta svalutando rispetto all’euro, allo yen, alla sterlina ecc.:

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Il 2017 è iniziato nel segno della convinzione di un forte rialzo del dollaro USA nei mesi successivi. Il blog ricorda la celebre copertina di una testata illustre, “The Economist” a fine 2016:

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La potenza del dollaro si è scontrata invece con una brusca frenata. Nonostante The Economist fosse convinto di un rialzo, Janet Yellen e il presidente Donald Trump non lo erano evidentemente.

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Siamo di nuovo all’inizio dell’anno e, ancora una volta, le previsioni sulla “forza del dollaro” abbondano. Eppure il grafico di seguito sul primo giorno di negoziazione del 2018 sembra non concordare:

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Per ulteriori indizi, Craig Hemke consiglia di dare uno sguardo al CRB Commodity Index.

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Più specificamente, cosa ci dice il rame sul futuro del dollaro? La commodity è sui massimi pluriennali e a livelli che non si osservavano da luglio 2014. Dov’era allora lo US Dollar Index? Vicino a 80.

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Bisognerà seguire il biglietto verde molto da vicino nei prossimi mesi. Se perderà almeno un altro 10% nel 2018, che cosa significherà per oro, argento e prezzi delle materie prime in generale? Con così tante quotazioni vicine a breakout significativi, la sorpresa di un dollaro debole potrebbe essere la scintilla che accenderà nuovi spunti rialzisti su tutta la linea.

Da Zero Hedge



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