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Venezuela: la strategia di Maduro contro il petrodollaro

Venezuela: la strategia di Maduro contro il petrodollaro

Fonte: Zero Hedge

In riposta alle nuove sanzioni statunitensi, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, cerca di attaccare il primato mondiale del dollaro, proponendo che tutti i Paesi produttori di petrolio valutino la creazione di un paniere valutario per gli scambi di greggio e prodotti raffinati.

Come riporta Tyler Durden su Zero Hedge, intervenendo ieri al Forum sull’energia di Mosca, Maduro ha sottolineato che “è necessario sviluppare un nuovo meccanismo di controllo del mercato petrolifero”.

Il presidente venezuelano sostiene che il trading dei futures sul greggio abbiano un impatto negativo sul mercato petrolifero, ostacolando il tentativo dell’OPEC di stabilizzare i prezzi.

Per contrastare questa “speculazione”, Maduro ha proposto un basket valutario alternativo, che non si basi sulla moneta di riserva globale, ma comprenda yuan, rublo e altre valute, mitigando il presunto impatto negativo del trading sui futures.

Secondo Durden, la proposta di Maduro rappresenta semplicemente un tentativo non tanto velato di bypassare completamente il petrodollaro, riorganizzando un nuovo paniere determinato dal maggiore produttore di petrolio e dal primo importatore di petrolio al mondo.

In realtà, si tratta di una strategia già adottata dalla Cina: ricordiamo che Pechino si sta preparando a lanciare un contratto futures sul petrolio denominato in yuan e convertibile in oro. Il più importante benchmark asiatico del petrolio potrebbe permettere agli esportatori, Russia e Iran in primis, di bypassare i benchmark denominati in dollari statunitensi.

Maduro ha inoltre rassicurato che il Venezuela si sta occupando del debito verso la Russia, attualmente pari a diversi miliardi, e che l’accordo di Rosneft con il produttore di petrolio venezuelano PDVSA è “in fase di trattativa”.

Quanto agli Stati Uniti, il presidente venezuelano lamenta che le sanzioni statunitensi stanno complicando i negoziati con gli obbligazionisti americani (cosa di cui gli Stati Uniti sono ben consapevoli).

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Caracas sta inoltre elaborando un piano per consegnare il greggio a mercati alternativi nel caso in cui la Casa Bianca dovesse imporre nuove restrizioni.

“Il Venezuela ha piani A, B, C e altro ancora. Ci sono altre società internazionali interessate all’acquisto di petrolio e prodotti raffinati. Offriremo loro le migliori condizioni”.

Resta da vedere se sia in cantiere un accordo last minute da parte della Russia e della Cina sul salvataggio del Venezuela, attraverso il contrasto della supremazia del petrodollaro. Inutile dire, conclude Durden, che uno sviluppo del genere rappresenterebbe il maggiore shock per il sistema monetario globale da quando Richard Nixon ha distrutto il Gold standard.

Da Zero Hedge



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